Quotidiano

La suggestione di Emanuela Vinai

Il terremoto ruba il futuro: i bambini

E’ forte l’attenzione mediatica quando sono i bambini a essere colpiti dalla tragedia, e forse segnala anche una nostalgia acuta per un bene che si fa sempre più raro: i bambini appunto. Sono sempre di meno, li si rimanda fino a che diventa difficile se non impossibile averne. Poi arriva l’inimmaginabile. Un terremoto, un’inondazione, una guerra, che colpiscono ad alzo zero e nello sterminare i bambini cancellano il loro futuro e quello di un popolo, di un territorio.

L'appello dei geologi: "Prevenire ora e domani"

Parla Carlo Meletti, responsabile del Centro pericolosità sismica dell’Ingv: “La prevenzione è attualmente l’unica strada concretamente percorribile. Anche in termini…

Istant di Giovanna Pasqualin

Se continuano a morire i moderni Icaro

Sono già cinque i base-jumpers che solo quest’estate tra Alpi e Dolomiti hanno pagato con la vita il loro desiderio di superare Icaro. Qualcuno li definisce “immortali”, ma la loro morte lascia l’amaro in bocca. Si tratta di imprese al di là del limite umano, come al di là del limite umano è il sogno di volare. Qualcuno chiede di vietare questo sport estremo, qualcuno almeno di disciplinarlo, anche perché proibirlo sarebbe impossibile. Come Icaro insegna, l’attrazione per il volo è insita nell’uomo. Ma forse c’è da riscoprire il confine sottile tra coraggio e senso della misura

Il commento di Gianni Borsa

Tenere insieme sogno e concretezza

In una fase storica dell’Unione europea, altrettanto complessa rispetto al passato, ci vuole di più: più slancio ideale, maggiore visione politica, la forza per superare le paure diffuse, la capacità di convincere cittadini e popoli rispetto a un orizzonte comune, l’intelligenza nel costruire giorno dopo giorno risultati concreti che facciano intendere proprio il valore aggiunto di un’Europa libera, democratica e unita. I tre leader che si sono dati appuntamento sull’isola pontina hanno voluto lanciare un segnale forte: il premier italiano, la cancelliera tedesca e il presidente francese sono europeisti quanto basta, si ergono a difensori degli interessi nazionali, e sono – tutti e tre, non meno degli altri capi di Stato e di governo dei Paesi Ue – accerchiati da forti sentimenti populisti e antieuropeisti, ai quali si può rispondere con i fatti più che con le parole

Referendum: è cambiata la narrazione

Il “combinato disposto” del referendum inglese e delle elezioni amministrative ha imposto al governo di cambiare il terreno del contendere,…

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Edizione del 22 agosto 2016

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