BeWeb e biblioteche ecclesiastiche. Don Pennasso: “accesso unico per ricercatori e curiosi”

Oltre agli 831 archivi storici ecclesiastici censiti, dal prossimo 15 marzo il portale BeWeb della Chiesa italiana renderà interrogabile il patrimonio delle 529 biblioteche ecclesiastiche, anche di quelle che partecipano al Servizio bibliotecario nazionale del Mibact. Di questa novità ne abbiamo parlato con don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei

Per BeWeb, il portale dei beni ecclesiastici (storico-artistici, architettonici, archivistici, librari) della Chiesa italiana, è alle porte una nuova importante evoluzione. Un’anteprima viene fornita oggi, a Roma, durante il convegno “Oltre il Polo – SBN in Beweb” nel corso del quale si presenta il nuovo portale bibliografico nazionale delle biblioteche ecclesiastiche che diventerà interamente operativo dal 15 marzo. Della significativa novità, che riguarda le descrizioni bibliografiche delle biblioteche ecclesiastiche presenti nel Servizio bibliotecario nazionale e che confluiranno nel portale BeWeb a prescindere dal polo di adesione, don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, anticipa al Sir valore e opportunità.

Il portale nazionale BeWeb, che censisce oltre 830 archivi storici ecclesiastici, continua nella sua evoluzione e si arricchisce di una novità. Di che cosa si tratta?
Il portale Beweb censisce 529 biblioteche ecclesiastiche. Un gran numero di queste partecipa al Servizio bibliotecario nazionale del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact). A partire dal 15 marzo, Beweb renderà interrogabili tutte queste biblioteche con i relativi record relativi a tutti i libri posseduti.

Beweb diviene così il portale bibliografico delle biblioteche ecclesiastiche garantendo un accesso unico per ricercatori e curiosi.

Alla base della novità ci sono i nuovi accordi tra l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei e l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche del Mibact. Cosa significano, che valore hanno e avranno per l’evoluzione di Beweb?
Gli accordi si inseriscono in un lungo e fruttuoso cammino di collaborazione.

Si prosegue convinti su questa strada, consapevoli di offrire servizi alle comunità e ai territori mettendo a sinergia risorse e investimenti.

Con l’integrazione sul portale delle descrizioni di tutte le collezioni delle biblioteche del Polo di biblioteche ecclesiastiche (Pbe) e del Sistema bibliotecario nazionale (Sbn), BeWeb diventa sempre più un luogo di ricerca aperto a tutti. Quali le nuove opportunità offerte alle biblioteche ecclesiastiche e agli utenti e quale impatto si prevede per il nuovo servizio offerto?

Beweb cresce grazie al lavoro delle Chiese particolari.

I servizi si moltiplicano e si diversificando divenendo sempre più utili e percepiti come tali da chi lavora.

Dagli scaffali al monitor di un computer o allo schermo di uno smartphone o di un tablet. Quali materiali verranno resi disponibili?
Tutti, libri come file, risorse elettroniche come quelle analogiche.

Quel che impressiona non deve essere solo la quantità di dati e la diversità di risorse quanto le opportunità di interrogazione intelligente e arricchente offerta dallo strumento informativo.

Altro patrimonio ereditato dal passato di cui viene resa più facile la fruizione. Come far sì che le comunità aumentino la consapevolezza di questo “tesoro” da conoscere, conservare, condividere?
Metterlo a disposizione è un grande primo passo che non deve mai perdere d’occhio la centralità dell’uomo con i suoi manufatti. Andiamo in questa direzione, certi che

un nuovo umanesimo digitale inizia anche da strumenti come Beweb.


SCHEDA

BeWeb, acronimo di Beni ecclesiastici in web, è la vetrina attraverso la quale è possibile rendersi conto del lavoro di censimento sistematico del patrimonio storico e artistico, architettonico, archivistico e librario attuato dalle diocesi italiane e dagli istituti culturali ecclesiastici sui beni di loro proprietà. L’immensa banca dati viene dunque resa disponibile grazie ad un costante aggiornamento.
Significativa la scelta di far diventare BeWeb anche uno strumento di dialogo con le Istituzioni pubbliche e i relativi sistemi informativi. Ciò è reso possibile da accordi e convenzioni con diversi enti, tra cui l’Anagrafe delle biblioteche italiane, il Servizio bibliotecario nazionale coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (Iccu).
Su BeWeb sono resi disponibile anche approfondimenti tematici oltre alla condivisione di risorse e news. Un portale per facilitare comprensione e lettura del patrimonio culturale ecclesiastico da parte di un pubblico ampio che va oltre i soli specialisti.

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