Biblioteche ecclesiastiche. Il 40° dell’Abei tra patrimonio librario e carità intellettuale al servizio di una Chiesa in uscita

Festeggia 40 anni l’Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani (Abei). Attualmente le biblioteche ecclesiastiche censite dall’Anagrafe biblioteche italiane sono 1.614; 5.605 risultano, invece, quelle censite dall’Abei, di cui 153 diocesane, ma esiste ancora un sommerso difficilmente quantificabile

“Fare il punto sui 40 anni di attività dell’associazione (anche attraverso la pubblicazione di un volume che ripercorre alcune delle tappe della nostra storia); mettere a fuoco il ‘proprium’ del bibliotecario ecclesiastico: se la carità è il cuore della vita cristiana, la forma specifica di carità del bibliotecario ecclesiastico è la carità intellettuale; presentare e declinare forme della professionalità del bibliotecario ecclesiastico (il valore dei libri nelle missioni, nelle attività assistenziali, nel mondo economico, nel mondo della pastorale – senza dimenticare l’alternanza scuola-lavoro)”. Mons. Francesco Milito, vescovo di Oppido Mamertina – Palmi e presidente dell’Abei (Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani), illustra al Sir motivazioni e obiettivi del convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” che l’associazione promuove oggi e domani (15 e 16 giugno) a Roma nel 40° della sua nascita, e sottolinea che il lavoro del bibliotecario ecclesiastico è

“una vera e propria forma di ‘ministerialità’ all’interno della Chiesa”.

L’appuntamento intende inoltre ampliare il legame con altre associazioni, soprattutto “sorelle” europee come Beth (Bibliothèques Européennes de Théologie) e ospitare una tavola rotonda per facilitare anche lo scambio di idee.  Nella consapevolezza che le biblioteche possono essere anche veri e propri

luoghi di aggregazione in cui riannodare fili di vissuti difficili, costruire relazioni, facilitare l’integrazione.

Nata nel 1978 con lo scopo di animare e coordinare il servizio svolto dalle biblioteche appartenenti alle istituzioni ecclesiastiche italiane, l’Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani, che ha sede a Roma, nel 1990 è stata ufficialmente riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana.Nel corso dei suoi 40 anni di attività si è fatta promotrice di numerose iniziative ispirate ai suoi fini istituzionali: corsi di formazione per bibliotecari; redazione di strumenti di lavoro (l’Annuario delle biblioteche ecclesiastiche italiane riguardante le molteplici realtà della Chiesa cattolica: Bibbia, Papi, Curia romana, Ordini religiosi…); il “Bollettino di informazione” a cadenza quadrimestrale che pubblica notizie sulle attività e sulla storia delle biblioteche della Chiesa e si pone come strumento di collegamento nel mondo bibliotecario ecclesiastico. In questi 40 anni sono stati registrati di fatto 1.000 soci, fra enti (biblioteche) e singole persone: circa 150 i soci stabili. Le biblioteche ecclesiastiche censite dall’Anagrafe biblioteche italiane sono 1.614; 5605 risultano invece quelle censite dall’Abei, di cui 153 diocesane, ma esiste ancora un sommerso difficilmente quantificabile. Fondamentale la collaborazione con la Cei, in particolare con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici – edilizia di culto, e con la direzione generale per i beni librari del Mibact.

Ad inaugurare il convegno saranno il vescovo presidente Milito; mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e già presidente Abei; don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici – edilizia di culto della Cei, e Paola Passarelli, direttore generale Mibact. La prolusione è affidata al card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura e in passato anche ai vertici direttivi dell’associazione. Nel corso della due giorni si parlerà di formazione e professione del bibliotecario; delle diverse declinazioni della carità intellettuale – anche a servizio dei più deboli con la testimonianza de “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini -; di editoria e vita spirituale. Perché, conclude il segretario Abei, Stefano Malaspina, “il bibliotecario ecclesiastico ha in certo senso una missione propria anche di evangelizzazione: riceve, conserva e trasmette secondo linguaggi nuovi un messaggio, il messaggio cristiano. O almeno ci prova”.

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