Settimana sociale: Gatti (vicepresidente Comitato), a Cagliari “sono cresciute le quote di responsabilità”

“Il primo bilancio è la constatazione che sono cresciute le quote di responsabilità. La Comunità ecclesiale italiana ‘lavora per il lavoro’ da molti decenni. A Cagliari si è voluto condensare e far diventare intenzionale, sistematico e programmatico questo impegno”. È quanto afferma Sergio Gatti, vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in un’intervista al Sir in cui traccia un bilancio dell’evento conclusosi domenica. “A Cagliari – spiega Gatti – il consolidamento, la chiamata a fare sistema e l’innovazione di metodo e di contenuti ha conosciuto una tappa rilevante”. Secondo il vicepresidente, “ci sono tantissime competenze ed esperienze nella comunità ecclesiale italiana, le migliori e più robuste soft skills, e direi anche una certa disponibilità a metterle al servizio del ‘bene comune’”. Si tratta di “un potenziale che non si può sprecare nell’interesse generale”. “I problemi e le prospettive – aggiunge – sono complessi e interdipendenti. Ma questo non deve scoraggiare”. “Deve solo spingere a essere precisi, pragmatici, coerenti con una visione identitaria caratteristica dei cristiani. Capace di dialogo proprio perché forte nell’identità”, osserva Gatti. Rispetto alla “conversione culturale” sul lavoro, Gatti sottolinea che “deve avvenire a più livelli”: “Il primo è quello che riguarda e che impegna i cristiani in quanto persone e in quanto comunità”; “il secondo è quello che si potrà coerentemente e sistematicamente testimoniare negli ambiti che i cattolici abitano e frequentano”; “il terzo potrà riguardare la conoscenza sempre più circostanziata dei temi, dello stato dell’arte e dei margini di intervento per incidere con efficacia sulle questioni”.

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