Papa Francesco: a gesuiti del Bangladesh, “le piccole Chiese che crescono in periferia devono parlare alla Chiesa universale. Hanno qualcosa da insegnarci”

“Nominando i cardinali, ho cercato di guardare alle piccole Chiese, quelle che crescono in periferia. Non per dare consolazione a quelle Chiese, ma per lanciare un chiaro messaggio: le piccole Chiese che crescono in periferia e sono senza antiche tradizioni cattoliche oggi devono parlare alla Chiesa universale, a tutta la Chiesa. Sento chiaramente che hanno qualcosa da insegnarci”. Lo ha affermato Papa Francesco incontrando i gesuiti del Bangladesh nel corso del suo ultimo viaggio apostolico. Secondo quanto riferisce padre Antonio Spadaro, riportando sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” la trascrizione delle due conversazioni avute dal Papa con i gesuiti di Bangladesh e Myanmar, Francesco ha rivelato che “anche per me il Bangladesh è stata una sorpresa: c’è tanta ricchezza”. “Sinceramente – ha spiegato – non conosco bene le attività della Compagnia di Gesù in Bangladesh. Ma il fatto che il provinciale abbia incaricato due gesuiti di lavorare nei campi profughi mi fa capire che i gesuiti si muovono”. E ricordando che “questa sera ho salutato le due bambine rohingya”, il Papa ha riconosciuto che “i bambini mi danno tenerezza”. “La tenerezza fa bene in questo mondo tante volte crudele: ne abbiamo bisogno”, ha notato Francesco, evidenziando “quanto sia importante avere un cuore capace di tenerezza e di compassione per chi è debole o povero o piccolo”.

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