Azzardo e mafie: Cnca, il business delle scommesse sportive. A novembre 2016 nella black list 6.205 siti di gioco

Le mafie hanno penetrato il settore delle “scommesse sportive”. È uno dei dati che emergono dal dossier “Gioco sporco, sporco gioco. L’azzardo secondo le mafie”, promosso dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e presentato oggi a Roma. Nella vastità delle scommesse autorizzate e normate dallo Stato, “le mafie hanno dimostrato attiva solerzia, soprattutto attraverso la pratica di match fixing che è la capacità di determinare e quindi alterare l’esito parziale o finale dei risultati degli avvenimenti sportivi, soprattutto mediante la compravendita dell’agire e dell’infedeltà degli atleti, e comunque la complicità di alcuni”. I concessionari sono tenuti, in linea prioritaria, a specifici obblighi di trasparenza nonché di tracciabilità e identificazione per importi di vincita avvenuti su rete fisica superiori a 1.000 euro, a tutela dell’interesse generale, dell’ordine pubblico e dei giocatori, ma “se i flussi di gioco si inseriscono al di fuori del circuito legale e autorizzatorio italiano – rileva il dossier -, spesso vengono meno gli obblighi di identificazione e tracciabilità previsti nel perimetro nazionale”. Già a luglio del 2015 “i siti di scommesse non autorizzati, e quindi oscurati da Agenzia dei monopoli e delle dogane (Adm), sono stati ben 5.436. L’ultimo aggiornamento in merito, fornito da Adm, datato novembre 2016, chiarisce che ad oggi i siti di gioco che confluiscono nella ‘black list’ dell’Agenzia risultano essere 6.205, ovvero ben 76 in più rispetto all’ultimo aggiornamento che risale al 25 ottobre 2016, quando erano 6.129”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa