Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “abbattere l’autismo culturale che avvolge le nostre comunità”

“Il tempo di Avvento-Natale che, come cristiani, siamo chiamati a vivere è per noi tempo di discernimento, tempo di generatività e tempo di evangelizzazione”. Lo ha scritto mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, nella lettera pastorale “È apparsa la grazia di Dio. Chiesa e discernimento nell’epoca del post- umano”. Per mons. Savino, volendo definire il periodo storico che viviamo, si può dire che la tendenza culturale prevalente è quella di utilizzare il prefisso post. Si parla, infatti, di post-modernità, post-verità, post-umanità. È un vero cambiamento d’epoca”. “Ma per noi cristiani la variabile tempo è soggetta a cambiamento?”, si chiede mons. Savino. “Ogni giudizio sull’attuale tempo della tecnica richiede un discernimento che ciascun cristiano nella Chiesa di Cristo è chiamato a compiere. Questo discernimento, ogni qualvolta viene operato, consente allo Spirito Santo di ingravidare nuovamente il grembo della Chiesa per consentire una nuova generazione di credenti: i cristiani del tempo della fine, i pellegrini dell’Assoluto”. Discernere significa anzitutto “capacità di ascolto”. Per il vescovo di Cassano, “occorre mettere a tacere i rumori del mondo, per tornare a riascoltare la voce della Sapienza che risiede nel fondo di ognuno di noi e far spazio alla Parola che ci interpella”. Quanto alla “generatività”, mons. Savino addita la via dell’“accoglienza della Parola”, della “comunione” e della “fede”, che è “legame tra di noi, carovana solidale che si muove col ritmo salutare della prossimità”. Richiamando la necessità di recuperare il senso del battesimo, il vescovo cassanese invita anzitutto ad “abbattere l’‘autismo culturale’ che avvolge oggi le nostre comunità, i meccanismi di difesa che a volte siamo costretti ad innalzare e che ci isolano dalla verità e dalla totalità di ciò che siamo”. Infatti, “vivere il nostro battesimo oggi è testimoniare, nelle rinnovate forme che sapremo generare illuminati dallo Spirito, questa fraternità universale. Solo allora potremo davvero essere pronti ad accogliere il Dio che viene”.

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