60° Trattati Roma: card. Parolin, “l’Europa ritrovi la sua originaria carica ideale”

“L’Europa si trova ad uno snodo di particolare significato nella sua storia. Se non sapesse” riscoprire “l’essenza degli ideali che l’hanno ispirata, trovando con creatività la strada per alimentare le sue istituzioni con la sua originaria carica ideale, correrebbe il rischio di rimanere bloccata da forze stanche e miopi”. Lo ha scritto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in una nota inviata ai relatori del convegno promosso dall’Istituto Sturzo, che si è tenuto questa sera a Roma a conclusione dell’anno delle celebrazioni per i sessant’anni dei Trattati di Roma. “Ogni generazione – ha aggiunto il cardinale – si trova ad affrontare i problemi che la caratterizzano e la nostra si misura in particolare con la dimensione globale delle questioni, che presentano una complessità tale che difficilmente possono essere affrontate con speranza di successo, senza un intelligente coordinamento e il convinto concorso di energie di un singolo Paese”. Il segretario di Stato Vaticano ha parlato delle “migrazioni forzose di intere popolazioni”, ponendo l’accento sui “drammi causati in diverse zone del mondo dagli scontri bellici, con i loro tragici effetti, le ingenti perdite umane e le distruzioni, accompagnate da carestie e masse di rifugiati, la salvaguardia dell’ambiente naturale e il crescente impatto che le attività dell’uomo hanno sul clima”. Al centro del suo intervento anche l’economia, definita “eccessivamente dipendente dalla speculazione finanziaria e dei rischi che questo comporta per la sua stabilità e per la difficoltà a creare opportunità di lavoro dignitoso e stabile”, ma anche le armi di distruzione di massa, il loro controllo e riduzioni, “con il contrasto efficace al fanatismo di matrice islamica e di altre matrici, che alimentano il terrorismo”.

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