Papa Francesco: udienza, il futuro “non sarà di chi costruisce armi, ma di chi semina fraternità”

foto SIR/Marco Calvarese

Il futuro “non sarà di chi costruisce armi, ma di chi semina fraternità”. Lo ha detto il Papa, ripercorrendo durante l’udienza di oggi in Aula Paolo VI le tappe del suo viaggio in Myanmar e Bangladesh. “Le persecuzioni a causa della fede in Gesù sono normali per i suoi discepoli”, ha detto Francesco citando la prima messa a Yangon. La seconda, invece, era dedicata ai giovani, “segno di speranza”. “Nei volti di quei giovani, pieni di gioia, ho visto il futuro dell’Asia”, ha proseguito il Papa riferendosi al momento conclusivo del viaggio in Myanmar: “Un futuro che sarà non di chi costruisce armi, ma di chi semina fraternità. E sempre in segno di speranza ho benedetto le prime pietre di 16 chiese, del seminario e della nunziatura”. “Oltre alla Comunità cattolica, ho potuto incontrare le Autorità del Myanmar, incoraggiando gli sforzi di pacificazione del Paese e auspicando che tutte le diverse componenti della nazione, nessuna esclusa, possano cooperare a tale processo nel rispetto reciproco”, le parole di Francesco: “In questo spirito, ho voluto incontrare i rappresentanti delle diverse comunità religiose presenti nel Paese. In particolare, al Supremo Consiglio dei monaci buddisti ho manifestato la stima della Chiesa per la loro antica tradizione spirituale, e la fiducia che cristiani e buddisti possano insieme aiutare le persone ad amare Dio e il prossimo, rigettando ogni violenza e opponendosi al male con il bene”.

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