Papa Francesco: udienza, viaggio in Myanmar e Bangladesh “un grande dono di Dio”

foto SIR/Marco Calvarese

“Un grande dono di Dio”. Così il Papa ha definito il viaggio in Myanmar e Bangladesh, compiuto nei giorni scorsi. Davanti agli 8mila fedeli presenti oggi in Aula Paolo VI, Francesco ha ringraziato “per ogni cosa, specialmente per gli incontri che ho potuto avere”. Poi la “gratitudine alle autorità dei due Paesi e ai rispettivi vescovi, per tutto il lavoro di preparazione e per l’accoglienza riservata a me e ai miei collaboratori” e un “grazie” sentito “alla gente birmana e a quella bengalese, che mi hanno dimostrato tanta fede e tanto affetto”. “Per la prima volta un successore di Pietro visitava il Myanmar, e questo è avvenuto poco dopo che si sono stabilite relazioni diplomatiche tra questo Paese e la Santa Sede”, ha fatto notare il Papa, spiegando che con il suo 21° viaggio apostolico ha voluto “esprimere la vicinanza di Cristo e della Chiesa a un popolo che ha sofferto a causa di conflitti e repressioni, e che ora sta lentamente camminando verso una nuova condizione di libertà e di pace”. “Un popolo in cui la religione buddista è fortemente radicata, con i suoi principi spirituali ed etici, e dove i cristiani sono presenti come piccolo gregge e lievito del Regno di Dio”, la fotografia di Francesco: “Questa Chiesa, viva e fervente, ho avuto la gioia di confermare nella fede e nella comunione, nell’incontro con i vescovi del Paese e nelle due celebrazioni eucaristiche”.

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