Austria: Schaeffelhofer (Azione Cattolica), “la sentenza favorevole sul matrimonio omosessuale pone la questione di quale sia il ruolo della Corte Costituzionale“

Le critiche alla Corte costituzionale austriaca (Vfgh) dopo il verdetto favorevole al “matrimonio per tutti” sono giunte in questi giorni da molti ambienti cattolici. Dopo la presa di posizione esplicita del cardinale Christoph Schönborn, che già il 5 dicembre aveva affermato che “è preoccupante che anche i giudici della Corte Costituzionale abbiano perso di vista la particolare natura del matrimonio come unione di uomo e donna”, anche l’Azione Cattolica austriaca (Kaö) ha individuato la tendenza della Corte suprema a “operare anche in politica sociale”, anziché verificare la costituzionalità delle leggi. Secondo la presidente della Kaö, Gerda Schaffelhofer, la sentenza solleva la questione di quale sia il ruolo della Corte costituzionale nella struttura politica, dal momento che la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) non ha visto alcuna discriminazione nella legislazione austriaca esistente nel fornire due diverse forme giuridiche per le coppie di sesso opposto e dello stesso sesso. “La Vfgh – dice Schaffelhofer – ha operato su competenze che sono prima di tutto di responsabilità del legislatore, cioè del Parlamento”. Così, se la Corte Costituzionale ritiene di doversi occupare anche delle priorità di politica sociale, sarebbe auspicabile – come da tempo viene richiesto dalla Kaö – “che la Corte si faccia carico dei diritti delle persone con disabilità”. “Il fatto che la diagnosi eugenetica finalizzata all’aborto dei bambini disabili sia permessa fino a poco prima della nascita senza alcuna osservazione da parte della Vfgh, è uno scandalo”, osserva Schaffelhofer.

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