Colloqui ebraico-cristiani: a Camaldoli dal 6 al 10 dicembre sul tema della preghiera

(da Camaldoli) “La preghiera è uno dei temi più profondi e importanti della vita del credente, perché è un dialogo con Dio, in cui tutta la vita personale viene interpellata. È un momento sia per gli ebrei che per i cristiani di confronto con la propria esperienza di credenti, che trova nella Bibbia il nutrimento più essenziale. Ci possiamo quindi incontrare come uomini e donne credenti per approfondire le rispettive identità, nel dialogo con Dio, che è appunto la preghiera”. Con queste parole Pier Francesco Fumagalli, presidente dell’associazione Italia-Israele di Milano e dottore della biblioteca Ambrosiana, ha aperto i lavori del XXXVIII incontro nazionale dei colloqui ebraico-cristiani, in programma a Camaldoli dal 6 al 10 dicembre. Il tema dell’incontro di quest’anno è “Benedetto il Signore Dio di Israele. La preghiera di ebrei e cristiani”. Sui tratti comuni e i punti di incontro della preghiera cristiana con quella ebraica è intervenuto tra i relatori il biblista Daniele Garrone: “A cominciare dal Nuovo Testamento la preghiera cristiana riprende quella dei Salmi. Se pensiamo anche solo al Magnificat, riprende motivi, espressioni dei Salmi e del cantico di Anna nell’Antico Testamento, ed è in continuità con loro”. Oltre al tema sviluppato da differenti punti di vista, l’incontro di Camaldoli ha dedicato una serata commemorativa a Paolo De Benedetti, figura fondamentale del dialogo ebraico-cristiano in Italia, recentemente scomparso. A lui è dedicato, come fu nel 2013 per il cardinale Carlo Maria Martini, l’intero colloquio ebraico-cristiano di Camaldoli.

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