Funerali Massimiliano Di Domenico: mons. Bregantini (Campobasso-Bojano), “una città che perde i suoi ragazzi rischia di diventare uno stagno”

“Immenso è il dolore. Grande lo sconcerto. Acuitissime le domande che sconvolgono il cuore e la storia di ciascuno, specie dei suoi compagni di scuola qui presenti numerosissimi”. Lo ha detto mons. GianCarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, nell’omelia pronunciata durante i funerali di Massimiliano Di Domenico, 17 anni, morto tragicamente, celebrati stamani. “Proprio in questi eventi è intensa la lezione di vita che il Signore Dio ci manda. Ci parla, sempre, ma soprattutto ora. Ci scuote, ci incide nel cuore. Ma anche ora, va detto subito, per sfatare ataviche paure, le braccia misericordiose di Dio sono aperte – ha aggiunto -. Per accogliere Massimiliano, anche nel suo gesto sofferto. Anzi, mai come ora le sue braccia, quelle braccia di Misericordia si aprono”. Dall’arcivescovo l’invito ad abbandonare “quel senso di colpa che ci distrugge”. “Non serve arrovellarsi in ricerche di colpe. E tanto meno, nessuno osi puntare il dito contro altri. Il pianto ci consola. Il pianto libera dal cattivo senso di colpa”. Infine, mons. Bregantini ha invitato tutti a tre precisi impegni. “Ai ragazzi, agli adolescenti, ai giovani tutti: preparatevi alle amarezze della vita. Agli adulti e docenti e parroci: accompagniamo i nostri ragazzi. Infine, un monito alla città tutta. Ed una città che perde i suoi ragazzi rischia di diventare uno stagno, dove le cose non si muovono più verso la vita nella loro fioritura – ha concluso -. Costruiamo con i giovani luoghi di speranza, ravviviamo gli oratori, spazi di ascolto. Anche la prossima campagna elettorale renda protagonisti i giovani nei programmi. Creiamo luoghi di vita e non di disperazione”.

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