Yemen: Msf, combattimenti, bombardamenti ospedali e blocco importazioni lasciano popolazione senza cure mediche

Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese, denuncia l’organizzazione medico umanitaria Medici senza frontiere (Msf). Dal 29 novembre, pesanti combattimenti nelle strade e nuovi bombardamenti aerei stanno paralizzando la città di Sana’a, la popolazione locale è costretta a rimanere in casa e i feriti sono impossibilitati a ricevere le cure mediche. Secondo fonti locali, alcune ambulanze sono finite in mezzo agli scontri, che hanno provocato oltre 100 vittime. Sebbene Msf non abbia ricevuto le necessarie garanzie dalle parti in conflitto per muoversi all’interno della città di Sana’a, è riuscita comunque ad assicurare forniture mediche gratuite agli ospedali della capitale. Intanto, gli scontri si sono estesi ad altre zone del Paese. Nelle prime ore del mattino del 4 dicembre, un attacco aereo ha colpito l’ospedale di Al Gamhouri, sostenuto da Msf, nella città di Hajjah provocando gravi danni. “I servizi sanitari sono stati ripetutamente attaccati. Ancora una volta le parti in conflitto non stanno risparmiando dai combattimenti le strutture mediche, mettendo così a repentaglio la vita dei pazienti e del personale medico”, dichiara Steve Purbrick, coordinatore dei progetti di Msf ad Hajjah. Intanto il Paese è ancora alle prese con un paralizzante blocco delle importazioni commerciali e umanitarie – anche di cibo e medicine – imposto dalla Coalizione guidata dall’Arabia saudita un mese fa. Dall’inizio dei combattimenti e dell’imposizione del blocco, il prezzo del carburante è aumentato di oltre il 200% e in generale tutti i prezzi dei beni primari, come acqua e cibo, sono aumentati drammaticamente.

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