Papa in Cile: questione mapuche. Padre Herrera (Commissione nazionale visita), “Stato e società hanno un grande debito nei confronti dei popoli indigeni”

“Lo Stato e la società cilena hanno un grande debito nei confronti di tutti i popoli indigeni e con il popolo Mapuche”. Lo dice padre Felipe Herrera, portavoce della Commissione nazionale della visita di Papa Francesco in Cile, parlando in un’intervista rilasciata al Sir della questione della popolazione indigena, in particolare dei “mapuche” che Papa Francesco incontrerà nella sua tappa a Temuco, nel sud del Cile. Il sacerdote ricorda però che “la Chiesa ha sempre lottato per la loro dignità e il loro riconoscimento come popolo diverso ma anche integrato nella società cilena. E in questo la Chiesa è sempre stata all’avanguardia”. Riguardo alle manifestazioni violente che ci sono state, il portavoce afferma: “Una minoranza, ridotta, di questo popolo ha scelto la via della violenza per far valere le loro rivendicazioni. Ma il popolo mapuche è un popolo bello. Che cosa ci aspettiamo dal Papa? Non è un negoziatore. Non viene qui per dare indicazioni su cosa si deve o non si deve fare. Il Papa viene come messaggero di Cristo, porta una Parola. Nella Laudato Si’ parla tantissimo dei popoli indigeni, e quindi noi attendiamo questa parola che ci aiuterà in questa linea: accogliere questa diversità e ricchezza che abbiamo e aiutare i popoli indigeni nel loro riconoscimento”. Non si tratta di una “parola politica”, precisa Herrera che però aggiunge: “Allo stesso tempo, il Papa parla di fede e una fede che non si vive socialmente non è reale. Quindi ci proporrà delle strade per avere una giustizia e una pacificazione. La responsabilità di quello che ci dirà Papa Francesco, alla fine ricadrà su di noi e sul modo in cui accoglieremo la sua parola affinché porti frutti concreti”.

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