Papa in Cile: attacchi alle chiese. Card. Ezzati (Santiago), “gesti di una minoranza, creano attesa e speranza ancora più grande”

“Questi gesti di una minoranza, invece di crearci sconforto, mettono il nostro cuore in uno stato di attesa e speranza ancora più grande. Noi sappiamo che l’amore di Cristo supera tutto e arriva a tutti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Santiago, card. Ricardo Ezzati, in un’intervista rilasciata a Vatican News, parlando dei quattro attacchi con bombe incendiarie, di cui uno neutralizzato, che hanno scosso ieri la capitale del Paese latinoamericano, a pochi giorni dal viaggio apostolico di Papa Francesco in Cile, in programma dal 16 al 18 gennaio. “Siamo animati da una grandissima speranza e fiducia. Il popolo cileno è un popolo accogliente. Ci potrà essere anche qualche manifestazione contraria come questa, però non ha avuto maggiore conseguenza”, ha aggiunto il porporato. Nelle sue parole anche l’attesa per la visita di Francesco. “Il popolo cileno si aspetta la voce del Papa, come portavoce di Cristo e del suo Vangelo, che viene a portarci la pace di Cristo, che viene a dirci che siamo fratelli e che la nostra missione è costruire la famiglia dei figli di Dio col valore e con la forza che viene dal messaggio di Cristo Risorto”. Infine, il racconto di un Paese ferito dalla povertà. “Abbiamo l’attesa che il Papa venga a confermarci nel cammino di solidarietà e di accoglienza di una Chiesa missionaria aperta alle periferie della nostra città e del Cile. Sono tante le povertà presenti nel nostro Paese, dove lo sviluppo molte volte ha assunto solo il volto di uno sviluppo marginale”.

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