Povertà: Caritas Ambrosiana, “lo scorso anno 30mila richieste di aiuto, il doppio rispetto all’inizio della crisi”

“Nella diocesi di Milano, stimiamo che lo sorso anno siano state 30mila le persone che hanno chiesto aiuti alimentari ai centri di ascolto Caritas, quasi il doppio rispetto all’inizio della crisi economica”. Lo ha detto questa mattina il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, all’inaugurazione del nuovo Emporio della solidarietà, alla Barona di Milano, realizzato all’interno di un ex spazio commerciale e finanziato dalla Fondazione Cariplo. Si tratta del sesto minimarket solidale nella diocesi di Milano, che potrà soddisfare le esigenze di 200 famiglie. “La crescita di questo tipo specifico di bisogno è l’indice più evidente del progressivo peggioramento delle condizioni di vita di chi è rimasto intrappolato sotto le macerie di quel terremoto sociale che ci ha colpito nel 2008: tra costoro abbiamo spesso famiglie, molte italiane, con bambini che rischiano di crescere in un contesto di grave deprivazione materiale”. Caritas Ambrosiana sta riorganizzando il proprio sistema di aiuti alimentari per far fronte all’aumento di questo tipo di domanda. “Oggi, con l’apertura dell’Emporio della solidarietà, possiamo dire di avere aggiunto l’anello mancante di una vera e propria rete di distribuzione alimentare solidale fatto di piccoli minimarket o botteghe identificate dallo stesso marchio, che è garanzia di dignità e qualità dell’intervento: un sistema diffuso, perché in grado di coprire tutto il territorio diocesano, e integrato, perché capace di far giungere il sostegno alimentare a chi si trova in difficoltà, mentre contemporaneamente viene aiutato da altri servizi Caritas, a trovare il lavoro, la casa, a migliorare la propria condizione di vita”. A benedire il nuovo Emporio è stato il vicario episcopale, mons. Carlo Faccendini. “Vorrei che coglieste il valore di segno di questo luogo: qui non solo si distribuiscono dei servizi e si viene incontro a dei bisogni. Questo posto ci ricorda che è importante continuare a educarsi allo stile della carità”.

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