Scuola: a Trento 1.000 ragazzi si sono sfidati nella finale nazionale di RoboCup Junior 2018

Per quattro giorni, dall’11 al 14 aprile, il Polo espositivo Trento Expo e l’aula magna del Collegio Arcivescovile hanno ospitato il futuro. Un futuro realizzato dai circa mille ragazzi (dai 5 ai 19 anni) che hanno partecipato alle finali nazionali di RoboCup Junior. Sono state 180 le squadre provenienti da ogni parte d’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, che si sono confrontate in un’appassionante gara dove protagonisti sono stati i robot che i ragazzi hanno pensato, costruito e programmato con i loro insegnanti. I robot dovevano essere in grado di eseguire operazioni complesse, come seguire un tracciato, riconoscere gli ostacoli e distinguerli tra loro. Diverse le categorie nelle quali si sono sfidati all’ultimo byte: Rescue, Rescue Line e OnStage. “Questa – spiega Marina Poian, dirigente dell’Istituto Tambosi di Trento, che ha coordinato la manifestazione insieme a Livia Ferrario e Tommaso Scarano – è certamente la specialità più artistica, quella in cui si deve preparare una coreografia che prevede che sia l’uomo che la macchina si muovano a tempo di musica”. I primi classificati di ogni categoria accedono di diritto ai mondiali, che quest’anno si terranno a Montreal, mentre secondi e terzi classificati parteciperanno agli europei, che si svolgeranno a Pescara. “Quello della robotica educativa è una modalità didattica che oggi è presente in 270 scuole in tutta Italia – aggiunge Poian –. Quest’anno, grazie all’unione di reti di scuole presenti in diverse regioni d’Italia, è nata la Rete RoboCup Junior Academy. Occorre pensare alla robotica educativa non tanto come ad una dimensione puramente tecnologica, ma come una realtà trasversale a più materie, che permette ai ragazzi di fare esperienza diretta anche di problem solving, inclusione, integrazione e pari opportunità”.

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