Media: don Maffeis (Cei), “un nuovo portale per fare sistema”

“Come Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei abbiamo messo a punto alcune priorità con le quali rafforzare la nostra comunicazione nel dibattito pubblico”, ha spiegato questa mattina don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, nella tavola rotonda dedicata alla Comunicazione istituzionale e al dibattito pubblico durante il XI seminario professionale sugli uffici di comunicazione della Chiesa organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce.
Il seminario si è aperto martedì 17 aprile, snodandosi in tre giorni di incontri e dibattiti sul tema “Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica”. Un convegno impostato su tre livelli di approfondimento: teorico-metodologico,  un quadro dello scenario mediale di riferimento e la dimensione esperienziale con focus sulle pratiche comunicative della Chiesa.
Nella giornata conclusiva si svolge dunque la tavola rotonda cui hanno preso parte diversi portavoce delle Conferenze episcopali europee e internazionali. Insieme a don Maffeis sono  presenti anche Vincent Neymon (Conferenza episcopale francese), Martin Kramara (Conferenza episcopale slovena), Oleh Luka (Commissione “Justice and peace”, Chiesa greco-cattolica ucraina) e María del Mar Chapa (arcidiocesi Città del Messico). Moderatore dell’incontro è Diego Contreras (Pusc).
Portando la sua esperienza, don Ivan Maffeis ha sottolineato tre linee di intervento della Cei nel settore mediale: “In primo luogo un portale, online in occasione della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che mira a rispondere all’esigenza che viene dalla comunità di cogliere e approfondire la posizione della Chiesa su alcune tematiche particolarmente sensibili e, comunque, strettamente legate al dibattito pubblico. L’obiettivo è quello di partire dalla notizia per andare oltre la notizia e offrire percorsi di senso attorno a determinati contenuti”.
Un nuovo portale, dunque, ha proseguito don Maffeis, che “farà sistema di quelli prodotti dalle diverse testate della Cei (agenzia, radio, televisione e giornale), rilanciandoli sui social e aprendo una finestra di dialogo interattivo con tutti”.

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