Siria: Fcei, creare “zone umanitarie disarmate”. “No alla soluzione militare”

“Di fronte al nuovo scenario siriano governi e organizzazioni internazionali invocano la pace mentre in realtà si agisce con la guerra. Ancora una volta, con lo stesso copione già sperimentato in Iraq e in Libia, la denuncia delle brutalità del regime di Hassad finisce per giustificare un intervento armato su larga scala che, come in ogni guerra, finisce per colpire soprattutto popolazioni civili innocenti e per generare nuovi profughi”. Lo denuncia la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), da anni impegnata insieme alla Comunità di Sant’Egidio nell’ideazione prima e nella gestione dopo dei “corridoi umanitari” che ad oggi hanno portato in Italia, legalmente e in sicurezza, circa 1.200 profughi siriani: “Diciamo forte il nostro ‘no’ alla guerra e alla soluzione militare di un conflitto che invece richiede azioni e investimenti umanitari”. Con il contributo del programma per i rifugiati e i migranti Mediterranean Hope, “intendiamo sostenere la proposta avanzata da Operazione colomba, Corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, che chiede ‘zone umanitarie disarmate in Siria’ così come previsto dalla IV Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra (art. 14 e 15)”. Infine, la Fcei rivolge “un appello al Governo italiano, all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e le politiche della sicurezza, alle Nazioni Unite perché promuovano la cessazione dei bombardamenti e avviino un negoziato per la creazione delle ‘zone disarmate in Siria’”.

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