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Paraguay: mons. Valenzuela (presidente Cep) al Te Deum per la festa nazionale, “iniquità e povertà strutturali, vincere la corruzione”

Ha suscitato vasta eco anche a livello mediatico l’omelia pronunciata martedì 15 maggio dall’arcivescovo di Asunción e presidente della Conferenza episcopale del Paraguay, mons. Edmundo Valenzuela, in occasione del Te Deum per il 207° anniversario dell’indipendenza. La promozione dello sviluppo umano e il tentativo di trovare soluzioni “all’iniquità strutturale che mantiene nella povertà e nell’estrema indigenza quasi due milioni di paraguagi, negli ultimi 15 anni sono si sono riflesse in una diminuzione del divario sociale”. L’arcivescovo ha affermato che “la povertà colpisce il 29% della popolazione e il 40% dei minori di dieci anni; il 6% della popolazione e il 4% delle famiglie vive in povertà estrema o in indigenza”.
Mons. Valenzuela ha denunciato anche le iniquità nella distribuzione delle terre e la forte disoccupazione (che coinvolge un milione e 600mila persone, secondo uno studio della locale Università Cattolica. E, pur facendo notare la positiva partecipazione e l’assenza di scontri in occasione delle recenti elezioni presidenziali, ha esortato: “Per vincere la corruzione e l’impunità dobbiamo insistere, con ferma volontà, sulla riforma del sistema giudiziario e penitenziario, sulla purificazione e guarigione strutturale delle istituzioni pubbliche e sulla richiesta di giudici onesti”.
Commenta Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina: “In uno scenario dove le recenti hanno messo in luce irregolarità denunciate anche dagli osservatori del Parlamento Europeo, la denuncia dell’arcivescovo Valenzuela arriva alla conclusione della presidenza Cartes, facendo implicitamente un bilancio sia a livello di lotta contro la corruzione che contro la povertà. Va ricordato tra l’altro che all’inizio del mese un ordine d’arresto è stato emesso dal tribunale di Asunción nei confronti di Juan Pablo Jimenez Viveros, cugino del presidente uscente. Jimenez Viveros, secondo quanto accertato dagli inquirenti, avrebbe cercato di svuotare due conti correnti in dollari riconducibili a due compagnie di investimenti immobiliari, la Chai Sa e la Matriz Realty Sa. Dietro le due società, ha suggerito il quotidiano El País di Madrid, ci sarebbe un faccendiere brasiliano, Dario Messer, già ricercato dall’Interpol nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato e considerato molto vicino al presidente Cartes”.

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