Politica: p. Occhetta (La Civiltà Cattolica), “destra e sinistra categorie in crisi, emergono nord e sud, centro indebolito. Manca visione generale”

Con lo svuotamento delle categorie di “destra” e “sinistra”, come cambiano le appartenenze politiche? Che cosa accadrà alle istituzioni democratiche e alla democrazia rappresentativa? Quale ruolo e significato di categorie politologiche emergenti quali “nord” e “sud”? Che fine ha fatto la cultura del “centrismo” nella quale convergono i programmi e gli ideali del cattolicesimo liberale e democratico? Sono gli interrogativi affrontati da padre Francesco Occhetta nel quaderno de “La Civiltà Cattolica” in uscita sabato prossimo, 19 maggio. Lo scenario politico attuale impone di utilizzare i termini “destra” e “sinistra” con “molta cautela”, avverte il gesuita, secondo il quale queste categorie “sono diventate fluide e porose: si può essere di destra e insieme anche di sinistra, i temi si intrecciano e, a volte, si confondono, i contenuti prevalgono sulle appartenenze”. Analizzando lo scenario attuale, Occhetta rileva che il principale dato è “la riduzione del ‘ceto moderato’, che dal 36% del 2013 è sceso al 21% nel 2018. Quella che era sempre stata la maggioranza relativa del Paese è diventata un’area di minoranza”, mentre dalle ultime tornate elettorali – 2013 e 2018 – emerge che “le categorie di ‘nord’ e ‘sud’ stanno prevalendo su quelle di ‘destra’ e ‘sinistra’”. Il “nord” ricco “difende ciò che ha conquistato”, il “sud” povero “cerca un riscatto dalla disoccupazione e da situazioni sociali difficili. Queste due nuove categorie – l’analisi del gesuita – hanno un punto in comune: la chiusura nella propria sovranità. Così la politica è portata a concentrarsi sui singoli temi – sicurezza, integrazione, lavoro, armonizzazione dei sistemi fiscali e sociali ecc. – senza quel disegno generale di sistema che caratterizzava la destra e la sinistra”.

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