Siria: Msf, richiesta al governo di accedere a tutte le aree del Paese per fornire cure mediche alla popolazione

Dopo sette anni di richieste negate, Medici Senza Frontiere torna a chiedere al governo siriano di poter accedere a tutte le aree del Paese per fornire cure mediche alla popolazione insieme al Ministero della Salute e alla Mezzaluna Rossa Araba Siriana. “Il livello dei traumi, mentali e fisici, causati dal conflitto è altissimo”, denuncia l’organizzazione, “e i bisogni medici accumulati negli anni nelle aree assediate sono enormi. Serve una risposta medica significativa e urgente, indipendentemente da chi abbia il controllo del territorio”. Msf che gestisce direttamente strutture mediche e cliniche mobili nel nord della Siria, e supporta da remoto strutture sanitarie in diverse aree del paese, “non ha mai ottenuto l’autorizzazione a lavorare nelle aree controllate dal governo”. “Con quasi 50 anni di esperienza nel fornire assistenza medica, spesso in contesti di conflitto o post-conflitto, Msf può mobilitare una capacità di assistenza medica rilevante. Se fossimo autorizzati, potremmo iniziare il nostro lavoro in pochi giorni. Se la nostra richiesta verrà nuovamente negata, continueremo a fare tutto il possibile, ovunque potremo” dichiara Meinie Nicolai, direttore generale di Msf. “Msf fornisce cure secondo i principi dell’etica medica, basando i trattamenti esclusivamente sui bisogni medici, non sulle opinioni o affiliazioni politiche del paziente”, aggiunge Nicolai. “Per questa ragione, la nostra richiesta è di poter fornire assistenza medica a ogni paziente, sia che si trovi nelle aree controllate dal governo sia al di fuori di esse. Le nostre azioni si basano esclusivamente sui bisogni dei pazienti, non sulla politica della guerra”.

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