Terremoto Centro Italia: Anci, presentati in Commissione speciale del Senato emendamenti su aspetti critici del superamento dell’emergenza

L’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha presentato oggi alla Commissione speciale del Senato le proposte di modifica per la conversione in legge del decreto legge 55/2018 relativo a misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del Centro Italia. “Le proposte Anci, che intervengono sugli aspetti critici del superamento dell’emergenza e per l’avvio celere della ricostruzione, sono frutto – si legge in una nota – di un costante lavoro di rete con le Anci regionali, che hanno garantito il dialogo diretto e coordinato con i 130 Comuni del cratere”. Nel merito, “Anci chiede anzitutto che sia sospeso per tutti i mutui contratti dai Comuni del cratere il pagamento delle rate in scadenza, indipendentemente dal soggetto con cui questo è stato assunto e per l’intero triennio 2018-2020, nonché l’eliminazione del vincolo di bilancio, sugli acquisti immobiliari da parte delle Pubbliche Amministrazioni”. Inoltre è stata chiesta “una riduzione tempi della valutazione economica che l’Agenzia delle Entrate deve svolgere sulle aree acquisite dagli Enti locali dove realizzare le Soluzioni abitative di emergenza (Sae) e altre strutture temporanee di uso pubblico”. Si richiede inoltre “una chiara procedura di esproprio delle aree da destinare” alla realizzazione delle Sae. Secondo l’Anci, “le strutture realizzate andrebbero trasferite ai Comuni sino al termine delle esigenze abitative o produttive di emergenza”.
Un altro capitolo degli emendamenti Anci tocca il personale dei Comuni, per i quali si chiede “la deroga rispetto alle assunzioni di agenti di polizia locale stagionali”. Secondo l’associazione è necessario inoltre “un meccanismo di incentivazione per l’assegnazione dei segretari comunali nelle numerose sedi vacanti”. Altra proposta riguarda l’emissione di bandi straordinari di servizio civile nelle zone del sisma.
“Sul fronte imprese – prosegue la nota – per Anci è fondamentale la revisione della soglia di obbligatorietà (Soa), prevista dal Codice appalti, da innalzare da 150mila a 258mila euro, questo perché la maggior parte delle imprese edili operanti nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia non è oggi in possesso della Soa. Secondo l’associazione, “un tale intervento potrebbe consentire il rilancio del settore dell’edilizia nei territori del sisma”. Una parte degli emendamenti dell’Anci “va incontro alle richieste di più semplice e diretto accesso dei cittadini ai contributi per la ricostruzione”. Anci chiede “il riconoscimento del contributo del 100% per la ricostruzione anche per le pertinenze danneggiate dal sisma e dichiarate inagibili”. Infine, gli emendamenti propongono che la defiscalizzazione prevista dal “Sisma Bonus” sia integrata con i contributi della ricostruzione.

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