El Salvador: vescovi contro il progetto di legge che privatizza l’uso dell’acqua

“Se si arrivasse ad approvare una legge che assegni a un soggetto privato il diritto a decidere sulla distribuzione dell’acqua nel Paese, negando allo Stato questa funzione, saremmo di fronte a una legge assolutamente antidemocratica e priva di legittimità”. È quanto si legge in un comunicato della Conferenza episcopale del Salvador (Cedes). La nota è firmata dal presidente, mons. José Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador, e da tutti gli altri vescovi del Paese: “Chiediamo all’Assemblea legislativa l’approvazione di una legge quadro sull’Acqua che garantisca questo diritto umano fondamentale. Una legge ingiusta, che faccia violenza ai diritti del popolo, non può essere ammessa”. I vescovi scrivono che lungo gli anni sempre la Chiesa del Salvador “ha accompagnato le giuste lotte del popolo salvadoregno”, lo scorso anno ad esempio proprio l’iniziativa dell’Episcopato ha portato all’approvazione della legge che proibisce l’avvio di ulteriori miniere nel Paese. La nota evidenzia che “l’acqua è un diritto imprescindibile della vita umana” e chiede ai parlamentari di rispettare e applicare i 92 articoli della legge attualmente in vigore, “che rispondono ai grandi bisogni del popolo salvadoregno”. Ribadiscono i vescovi: “Come pastori siamo testimoni del clamore del nostro popolo, che chiede acqua potabile in tutte le sue case e non potrebbe pagare il costo di questa vitale risorsa, se diventasse un bene da acquistare sottomesso alle leggi del mercato”.

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