Morte Anxela Mecani: mons. Nosiglia (Torino), “indifferenza dell’opinione pubblica è il cuore del dramma”. “Tratta di donne e ragazzi è nostro problema”

Mons. Cersare Nosiglia, arcivescovo di Torino

“Se riduciamo la morte di Anxela nelle nostre comode categorie continueremo a credere che gli unici problemi, in questo campo, siano il ‘buon costume’ e il ‘decoro della città’. Invece l’indifferenza dell’opinione pubblica è il cuore del dramma”. Così l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, commenta la morte Anxela Mecani, la giovane albanese picchiata e gettata da un’auto in corsa sulla tangenziale di Torino. “Dopo venti secoli la morte violenta delle donne rimane un ‘incubo sociale’ con cui dobbiamo continuare a confrontarci”, osserva Nosiglia: “Anxela, la ragazza straziata sulla tangenziale mi richiama al cuore e alla mente un’immagine vivida del Vangelo di Giovanni (8, 2-11): la donna sorpresa in adulterio, e destinata alla lapidazione”. “Perché – rileva l’arcivescovo – non è molto cambiata, dai tempi di Gesù ad oggi, l’ipocrisia di una società che, da una parte, proclama di volere la piena ‘libertà’ per ogni donna; e dall’altra non fa nulla per combattere il ‘mercato della carne’ che, sul corpo delle donne più povere e meno difese, continua a fiorire lungo le nostre strade”. “Questo non è un problema di ordine pubblico, e non è soltanto una storia di cronaca nera”, aggiunge Nosiglia, puntando il dito contro il fatto che “si continua a considerare queste persone (donne, anche minorenni) una merce; e perché si offrono giustificazioni al sopruso e alla violenza, e alibi allo sfruttamento”. “Oggi la denuncia non basta, come non basta da sola l’opera doverosa di controllo del territorio da parte delle autorità preposte”, evidenzia l’arcivescovo. “Contribuire o accettare supinamente l’erosione del costume morale di un popolo e della dignità della persona umana significa, come la storia ha sempre insegnato, portare al degrado anche culturale e sociale di una civiltà e alla sua inevitabile autodistruzione”. “Oggi preghiamo per Anxela, perché il Signore della vita accolga nel suo Regno di giustizia e di pace questa nostra sorella”, conclude Nosiglia: “Ma preghiamo anche per la nostra città e per ciascuno di noi: per non dimenticare che la tratta delle donne e dei ragazzi, dei deboli e degli indifesi, è un ‘nostro’ problema”.

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