Giovani e non solo. Crederci, a tutte le età

Il nodo sta dentro a ciascuno, dai diciotto ai settant’anni: cioè che ne è della fede nei grovigli di ogni giorno? Chi aiuta ad uscirne vivi e credenti? Chi non si perde d’animo?

Un pianeta un po’ da riscoprire, almeno per chi aveva diciott’anni mezzo secolo fa. Il mondo giovanile nella sua trasversalità che un po’ appiattisce e un po’ accomuna, però non va guardato come un micro-macrocosmo a sé. Nell’intrecciarsi, nell’incontrarsi, forse anche nello scontrarsi e nel distinguersi tra le generazioni, si è tutti nella stessa barca, legati da un’umanità che ha parecchio da dire e da condividere nell’animo, nel cuore, nella testa… al di là degli anni sul groppone.

Insomma abbiamo tutti qualcosa da imparare, a tutte le età. Ancorché ci sia chi sostiene che oggi, appunto, le nuove generazioni sono in campo “senza adulti”. Forse però non è del tutto sbagliato ostinarsi a pensare che si sia ugualmente interconnessi, magari con sbalzi, stacchi, confusioni, pure incomprensioni. Di fatto, se si è attenti, rimane comune questa lunghezza d’onda rispetto ai temi cruciali della vita, a partire dall’esperienza della fede. Per cui, mentre ci si sta un po’ mobilitando – in ambito ecclesiale – al prossimo Sinodo dei vescovi che avrà al centro appunto la realtà giovanile di oggi, sfidata su tanti versanti e, non ultimo, quello del credere, non è banale interrogarsi su come si assume la dimensione religiosa e su come la si può trasmettere a chi sta crescendo alle proprie spalle.

Certo, l’orizzonte è quello che è, segnato da tanti buchi neri per la fede che si inceppa o che non è mai decollata. Cambia, per tanti versi, il mondo giovanile, tra fughe nell’on-line e bisogno di relazioni e di ancoraggi, tra emozioni forti e sballi sconcertanti. E poi c’è chi con pessimismo ne fa una questione di numeri, molto bassi religiosamente computando. Ma il nodo sta dentro a ciascuno, dai diciotto ai settant’anni: cioè che ne è della fede nei grovigli di ogni giorno? Chi aiuta ad uscirne vivi e credenti? Chi non si perde d’animo?

(*) direttore “L’Unione Monregalese” (Mondovì)

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