Pavia, basta con le baby gang

La città è stanca di dover convivere con questa situazione. Prima di tutto bisogna intensificare la prevenzione, mettendo in campo più forze dell'ordine di quante ne vengono impiegate oggi. Negli ultimi tempi qualche passo in avanti è stato compiuto, ma non basta ancora

L’ultimo episodio è avvenuto la sera della vigilia di Pasqua. A due passi da Piazza Duomo si è scatenata una rissa tra bande di minorenni. Un ragazzo di 16 anni è finito in ospedale dopo essere stato colpito da un suo coetaneo (poi denunciato) con un manganello. Negli ultimi mesi si sono ripetute più volte, nel centro storico di Pavia, scene di guerriglia urbana. Spesso ad agire sono baby gang che prendono di mira altri minorenni, ma anche gli adulti.

La città è stanca di dover convivere con questa situazione. Prima di tutto bisogna intensificare la prevenzione, mettendo in campo più forze dell’ordine di quante ne vengono impiegate oggi. Negli ultimi tempi qualche passo in avanti è stato compiuto, ma non basta ancora. Il prefetto Attilio Visconti ha chiesto al Ministero degli Interni di aumentare gli organici delle forze di polizia: richiesta più che giustificata, visto che con la movida estiva il problema potrebbe addirittura peggiorare.

Ci auguriamo che i nuovi parlamentari chiamati a rappresentare la provincia di Pavia (ben sette tra Camera e Senato) giochino di squadra per garantire la sicurezza che tutti i pavesi reclamano. Ma il problema è anche culturale e sociale. Cosa fanno i genitori di questi ragazzi per evitare che i loro figli vadano in giro per la città a compiere atti di violenza?

La famiglia, in certi casi, sta perdendo il ruolo educativo che le compete. E’ necessario aiutare questi giovani a scuola. Ma anche la Chiesa può fare tanto: parrocchie e oratori restano luoghi ideali dove crescere con una cultura di attenzione per l’altro, non di odio.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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